Gli slogan del Comune sono solo parole.
Gli slogan del Comune sono solo parole.Abbiamo verificato quanta concretezza corrisponda allo slogan lanciato negli ultimi mesi dall’Amministrazione comunale “Tutta un’altra storia”, riferito al quartiere modello che dovrebbe sorgere al Ronzone. Occorre ricordare che il progetto del nuovo arredo urbano in tale quartiere era già stato avviato dalla precedente amministrazione ed anche presentato come uno degli obiettivi principali del programma del centro sinistra casalese; ultimamente l’Amministrazione con l’approssimarsi delle elezioni comunali ha avviato una solerte campagna pubblicitaria, pagata fior di quattrini ad illustri comunicatori, con slogan pomposamente presentati su cartelloni pubblicitari. Qualunque cittadino, come del resto documentano le fotografie che abbiamo recentemente scattato, può verificare, con una semplice passeggiata in quel quartiere, che lo stato attuale di avvio e realizzazione dei lavori è eguale al nulla.
Nell’area ex-Piemontese, ancora ultimamente sottoposta ad interventi di bonifica protrattisi ben oltre ai tempi inizialmente ipotizzati, sono presenti solo sterpaglie al posto dei lotti di edilizia agevolata e dell’edificio scolastico previsti; unico segno di inizio lavori è la recinzione con nastro plastificato, che delimita l’area del primo lotto assegnato ad una cooperativa, in tutta fretta, all’inizio del 2007. Nell’area ex-Bargero ove dovrà sorgere il villaggio ecologico con 5 nuovi complessi plurifamiliari, al momento troviamo un cumulo di macerie, con delle parti ancora da demolire, probabilmente con una esplosione, che, seppur controllata, solleverà una nube di polveri ed uno spostamento d’aria, che preoccupano per la vicinanza di abitazioni civili e di manufatti con coperture in eternit.
Sicuramente la ristrutturazione del Castello è motivo di soddisfazione per tutti i cittadini casalesi, ma una opposizione attenta ha il dovere di ricordare ai propri cittadini che quello che si andrà ad inaugurare la prossima primavera attua, rispetto ai dodici previsti, solo i primi tre lotti, i cui lavori sono stati progettati e finanziati negli esercizi 2002 e 2003, con ipotesi di tempi realizzativi ben diversi da quelli che si sono realmente verificati.
Questi fatti non sono certo una dimostrazione di “azione concreta di una Amministrazione”, sono piuttosto il segno di una mancanza di efficacia nel tradurre in realizzazioni concrete le opere promesse, rispettando i tempi previsti.
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