La revisione degli studi di settore un dovere ed un bisogno

Il recente Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri in data 28/11/2008 porta in se molte novità di sicuro impatto positivo sulle famiglie e sulle imprese del territorio casalese tra queste ve ne è una che potrebbe, e sottolineo potrebbe, alleggerire notevolmente la pressione fiscale sulle imprese del territorio in oggettiva difficoltà ancora prima della recente crisi economica e finanziaria ed ora esposti maggiormente ed inevitabilmente all’attuale nefasta congiuntura internazionale. L’Art. 8 del provvedimento prevede la revisione congiunturale e speciale degli studi di settore, tenendo conto della crisi economica e dei mercati con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali.
Ma la revisione di questi studi riguarderanno anche il casalese? Gli istituti ed enti specializzati nell'analisi economica, gli osservatori regionali dell'Agenzia delle Entrate procederanno autonomamente e spontaneamente alle segnalazioni previste dal decreto anti-crisi?
Ma cosa sono gli studi di settore? sono nati come strumento di collaborazione tra il Fisco e il soggetto contribuente e definiti con l'obiettivo di individuare le condizioni effettive di operatività delle imprese e di determinare i ricavi e i compensi che con ragionevole probabilità possono essere attribuiti ai contribuenti, attraverso la rilevazione delle caratteristiche strutturali di ogni specifica attività economica, realizzata mediante la raccolta sistematica di dati di carattere fiscale e di elementi che caratterizzano l'attività ed il contesto economico in cui la medesima si svolge. Se ci si adegua si entra automaticamente nel "range" statistico e si paga una somma certa; in caso contrario, non ci si adegua e ci si sottopone ad accertamento, con la strana sensazione di iniziare un viaggio dantesco nei gironi piu' bui della burocrazia fiscale, dove anche con un buon Commericalista ci si sente piuttosto soli. Quindi non possono essere tollerati così come sono parametrati ma devono essere rivisti alla luce degli eventi e lasciare che ingenti somme di danaro non vadano inopportunamente ed ingiustamente ad alimentare gli introiti dello stato ma restino direttamente al territorio per alimentare il flusso corrente di cui lo stesso territorio non potrà che giovarsi e beneficiarne alimentando esso stesso il circuito virtuoso.
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