La Giunta di Casale fa pagare gli aumenti ai cittadini…e lo fa via raccomandata…..a loro spese!
In questi giorni i portalettere della città hanno consegnato una busta misteriosa e raccomandata, che ha turbato tanti cittadini. Niente paura, non siete dei “morosi” ma solamente destinatari di un avviso bonario che vi ricorda di pagare la Tarsu (TAssa Rifiuti Solidi Urbani) alle scadenze prefissate.
Non le trovate? Eppure è abbastanza semplice: prendete la data di notifica, sommate sessanta giorni e portatela a fine mese, se non festivo. Sommate cinque, dividete per tre, togliete il numero che avete pensato…e vi resta comunque una bella sommetta da pagare, anche se, è stato detto da un rappresentante dell’Amministrazione, “così è tutto più trasparente”.
Si è sentito dire che è stata una scelta obbligata, addirittura dalla legge. Abbiamo il dubbio che in realtà sia stata una pura scelta di natura politica, come ci è anche stato detto dalla associazione Assoutenti da noi interpellata. Di certo è stata attivata una procedura che normalmente è riservata solo a coloro che non hanno pagato nei termini, con la lettera di notifica che ne consegue.
Ma tanto a ricevere strane lettere ci siamo abituati, e ne sanno qualcosa i destinatari della missiva in cui si annunciava che “si stava realizzando una banca dati catastali e che la si stava aggiornando…” insomma si riclassificavano gli immobili.
Ma vuoi mettere la gioia di essere una tra le tre prime città italiane ad adottare questa scelta?. Sono soddisfazioni, primeggiare in qualcosa, soprattutto per i cittadini di Borgo Ala!
Ora non vogliamo entrare in polemica sulla modalità della richiesta di pagamento della Tassa Rifiuti ma una piccola punta di fastidio la proviamo se paragoniamo le tariffe a metro quadro di altri comuni di dimensioni più o meno uguali al nostro, ad esempio Novi Ligure, che richiede ai suoi contribuenti 1,73 euro, oppure Tortona, con euro 1,82 o magari Vigevano, con i suoi 1,68 euro.
Noi casalesi ci attestiamo a 2,22 euro con un incremento del 160% rispetto al 1997 nonostante la rassicurazioni del rappresentante dell’Amministrazione quando afferma che “ abbiamo potuto contenere gli aumenti della Tarsu”.
E’ interessante notare che i Comuni sopraccitati non dispongono di discarica, cosa che noi invece abbiamo.
Citazione:
La domanda sorge spontanea: se non avessimo la discarica, quanto pagheremmo? Ma soprattutto, perché quelli che la discarica non l’hanno pagano meno di noi?
Probabilmente, sarà la migliore qualità dei rifiuti che produciamo e di cui siamo gelosi, al punto tale che ci siamo fatti appioppare una multa abbastanza salata per non aver eseguito correttamente la raccolta differenziata.
Multa, peraltro di circa 200 mila euro, che è stata spalmata sui contribuenti, così come le spese di notifica già tristemente citate sopra.
Pare anche, leggendo quanto apparso sugli organi di stampa, che ci siano 200/300.000 euro di scoperto che verrebbero evitati.
Ci chiediamo a
chi deve essere corrisposto questo scoperto, a cosa si riferisce e soprattutto
perché lo dovremmo pagare.
Ci riserviamo di chiedere lumi in sedi più appropriate, approfittando della posizione di amministratore e confidando in una risposta meno complessa della lettera di rateizzazione Tarsu.
Per ora di una cosa siamo certi: l’anno prossimo questo non capiterà più. Ma non perché si sarà escogitato un sistema di notifica meno macchinoso, ma semplicemente perché la Tarsu sparisce. Anzi, no: cambia nome.
Almeno una possibilità di risparmio ci potrebbe essere: il Consorzio Rifiuti Cosmo ci ha assicurato che verrà attivato prossimamente il servizio di raccolta rifiuti porta a porta. Bene, magari ne approfittiamo e facciamo consegnare “gli avvisi bonari” direttamente a domicilio dell’utente.
Nicola Sirchia
Coordinatore Cittadino F.I.
Giorgio Demezzi
Capogruppo in Consiglio Comunale
14/06/06